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31 maggio 2018
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[Un sogno di Paese]

PERUGIA – Pazienti ricoverati, insieme ai loro familiari impegnati nell’assistenza, da oggi possono leggere libri durante la permanenza ed usufruire così del nuovo servizio di “Biblioteca in ospedale”. Mercoledì mattina 30 Maggio, nell’atrio dell’ingresso principale del Santa Maria della Misericordia di Perugia, è stato presentato il progetto, voluto dalla direzione aziendale, con l’obiettivo di creare una sorta di biblioteca itinerante dove è il libro che si muove per andare fino al letto dell’assistito, attraverso un percorso predisposto e con l’aiuto dei volontari, nell’ottica di rendere la permanenza in ospedale più “accogliente” e “umanizzata”.

“Curarsi con la lettura” è quindi lo slogan scelto, con i libri che entrano così anche in ospedale, percepito pertanto non solo come luogo di cura e spesso di sofferenza ma come spazio dove sopravvive una preziosa quotidianità ed ora anche di cultura: a sottolinearlo sono stati, durante la presentazione, il direttore generale Emilio Duca, quello sanitario Diamante Pacchiarini e la responsabile della Direzione formazione e qualità, Adamantia Vafiadaki, che ha curato la raccolta dei volumi e il regolamento che disciplina la biblioteca ospedaliera, affiancati da alcuni rappresentanti degli enti che hanno donato i libri e dai volontari Lilt e del Circolo LaAv (Letture ad alta voce).

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LANDR is an instant online music mastering tool. Our blog is a place for inspired musicians to read up on music culture, and advice on production mastering.

Di Ruben De March
Strumenti
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Una guida passo passo alla variazione di altezza del suono, al riconoscimento della chiave e al warping.

Quando si lavora con Dc Mens Torstein Nero / Bianco
, la chiave è l’intonazione!

Hai trovato il campione perfetto, ma c’è solo un problema… non c’entra niente con la chiave della tua traccia. O magari con un’altezza diversa starebbe meglio nel mix.

Produttori come Jacques Greene o Burial hanno reso una professione l’arte di tagliare e intonare campioni vocali. In studio è un’abilità versatile e preziosa che ogni produttore consumato deve conoscere.

Il tuo ti dà il potere di cambiare facilmente l’altezza del suono di un campione senza perdita di qualità—anche cambiando la chiave di un intero brano. Questo potere ha un nome:

Trasposizione.

Questa tecnica non si applica solo a campioni individuali. Usala per cambiare la chiave di un’intera traccia strumentale per accomodare il range vocale del cantante. Oppure trasponi una tua vecchia traccia di synth per la nuova traccia che hai fatto in una chiave diversa. Le possibilità sono infinite!

Dunque, cos’è? Come funziona? E perché dovrebbe fregartene qualcosa? Beh, vediamo!

COSA VUOL DIRE TRASPORRE

Quando cominci a campionare, la prima domanda è:

E qui entra in gioco la trasposizione, la migliore amica del campionatore. Trasporre significa spostare su o giù l’intonazione di un campione audio (o di un insieme di note MIDI). Lo spostamento è effettuato un semitono (st) per volta.

La trasposizione permette ad ogni registrazione di avere l’intonazione e la chiave che vuoi—non serve registrare di nuovo o scartare quel bel campione già trovato.

Ma prima di vedere come fare, ripassiamo un po’ di basi di teoria musicale.

COS’È UN SEMITONO

Un semitono è il più piccolo intervallo—o distanza—fra due note nella musica occidentale.

Su un pianoforte o una tastiera, la differenza fra due tasti vicini è un semitono. Il più delle volte ciò significa andare da un tasto bianco a uno nero. Le eccezioni sono MI ⇄ FA e SI ⇄ DO perché non c’è nessun tasto nero tra loro. Questi sono semitoni anche se si passa da un tasto bianco ad un altro tasto bianco.

Un tono è composto da due semitoni.

Ricorda che quando stai intonando qualcosa su e giù trasponendo, la stai muovendo di un semitono alla volta.

Per esempio: se vuoi cambiare un campione, che è in DO, a RE (un tono intero), dovresti spostarlo in su di due semitoni.

Conoscere toni e semitoni aiuta molto se cerchi di memorizzare le Hush Puppies Mens Bolognese Corda Pizzo Mocassino Marrone Chiaro VTXURMMiG
(come la scala maggiore qui di seguito) e suonare qualsiasi chiave in qualsiasi tonalità. Ma stiamo cominciando a divagare!

COME CAMBIARE INTONAZIONE SENZA ROVINARE IL TEMPO

Torniamo al nostro compito: intonare campioni nel tuo DAW.

Nel mondo reale, la relazione tra l’intonazione e il tempo è la seguente: se il tempo diventa più veloce tutto inizia come a squittire (cioè anche l’altezza del suono diventa più alta). Se rallenti il tempo, tutto suona più cupo (l’altezza si abbassa). Prova a farlo su un giradischi e lo sentirai.

Se ogni volta che cambi l’intonazione di un campione cambia il tempo, perderai facilmente la sincronizzazione.

Un altro problema: Quando traffichi troppo con l’altezza del suono, il campione può diventare disturbato e perdere qualità.

Quindi ecco come cambiare l’altezza di un campione, mantenendo SIA lo stesso tempo SIA la qualità del campione:

COME TROVARE L’ALTEZZA DI UN CAMPIONE NEL TUO DAW

Finora ho supposto che già sapessi l’intonazione o la chiave del tuo campione o brano. E se la sai, ottimo. Ma non tutti sono musicisti esperti—ma questo non è un problema!

Il tuo DAW dispone di strumenti potenti per aiutarti a trovare l’intonazione o la nota di qualsiasi campione audio.

Ecco come fare in Ableton:

Se vuoi imparare come trovare la chiave di una canzone ad orecchio, questo facile tutorial è abbastanza potente. Un po’ di allenamento per l’orecchio non fa mai male, giusto?

AZZECCA L’ALTEZZA

L’arte di campionare non finisce quando si trova il campione giusto.

Riguarda tutto quello che fai con esso—intonare, dilatare, pasticciare e buttarci sopra effetti.

Più strumenti hai a disposizione nel tuo arsenale di campionamento, più sarai capace di fabbricare un ritornello, un ritmo portante, un assolo, una linea di basso o tastiere accattivanti per il tuo brano.

La trasposizione è uno di quegli strumenti chiave. Scusa per il gioco di parole…

Master Tempo
Perché l’analista sperimenta angoscia?
Articoli

Tratto da Giorgio Antonelli, Origini del fare analisi, Napoli, Liguori, 2003

Bion sostiene che se l’analista sperimenta angoscia, ciò segnala che si sta rifiutando di sognare, e cioè sta resistendo alla passe di materiale onirico del paziente, non lo sta introiettando. Potremmo allo stesso titolo invertire la sequenza e affermare, altrettanto legittimamente, che se l’analista non sogna, questo non sognare significa l’angoscia stessa dell’analisi. L’analisi entra nell’angoscia là dove lo psicoanalista non la sogna. Se l’analisi non sogna, l’analisi non c’è. Ora, a me sembra che il pronunciamento di Bion, secondo il quale l’analista deve sognare l’analisi, costituisca un altro formidabile equivalente dell’enigma di Jung. Con Bion siamo intitolati a pensare che il movimento che si disegna nell’enigma di Jung, riguardi non soltanto l’analizzato, ma anche l’analista e, soprattutto, l’analisi. E’ allora l’analisi, propriamente, a diventare ciò che accade nel mezzo. Col suo dream-work Bion ridefinisce, inverte, ridireziona quanto Freud ha a suo tempo definito come lavoro del sogno. Per Freud si tratta del movimento che porta dal materiale inconscio (e in quanto tale anche incomprensibile) al sogno e da questo, dal disfacimento di questo, alla comprensibilità. Bion invece intende il lavoro del sogno come una operazione di immagazzinamento del materiale conscio. In termini tecnici tale immagazzinamento è «idoneo alla trasformazione dalla posizione schizoparanoide a quella depressiva». Se per Aristotele, continua Bion, e per l’Aristotele citato da Freud, il sogno è il modo in cui la psiche lavora durante il sonno, per lo psicoanalista inglese il sogno è il modo in cui la psiche funziona, e funziona meglio, quando è sveglia.

L'autore
Giorgio Antonelli
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